TUTTO IL RESTO VIEN DA SÉ – PREMIO DELLA GIURIA

TUTTO IL RESTO VIEN DA SÉ – PREMIO DELLA GIURIA

Cimitero Maggiore di Sesto Fiorentino, oggi: don Carlo visita la tomba di un certo Alvaro Righi e riconosce, in quella foto dai contorni sfumati, il volto dell’uomo che, durante la sua infanzia, si chiudeva misteriosamente in salotto con i suoi genitori, scartabellando una cartella piena di documenti.

Già da piccolo aveva scoperto che l’uomo era stato il primo marito della madre Loretta e che quelle visite avevano a che fare con la procedura di divorzio, appena introdotta in quegli anni. Allora non ne era rimasto sconvolto più di tanto e la sua vita era continuata tranquilla e serena in seno alla famiglia.

Lo stato d’animo di don Carlo, davanti a quella sepoltura, adesso invece è di confusione, di turbamento e d’incredulità mentre cerca di rimettere insieme alcuni tasselli di una vicenda familiare che ignorava assolutamente. Pochi giorni prima, infatti, la madre gli ha rivelato, in punto di morte, un segreto terribile: durante l’occupazione tedesca del ’43, mentre il marito Alvaro era a combattere al fronte, lei aveva avuto una storia d’amore con un soldato nemico, Heinrich, un ufficiale delle SS.

Don Carlo è esterrefatto, non vorrebbe credere a questa rivelazione ma non gli sfugge la pronuncia esatta e perfetta di quel nome sulle labbra della madre, lui che ha studiato per molti anni il tedesco e comincia a dubitare, con dolore, dell’onestà della donna.
Per di più, prima di esalare l’ultimo respiro, la madre riesce a sussurrargli di un figlio avuto da Heinrich, che lei ha dovuto abbandonare subito dopo la nascita.

Don Carlo è allibito. Tutte le certezze che credeva di avere, ostentate attraverso un comportamento a tratti maniacale e ossessivo, la sua stessa posizione di sacerdote nel Duomo di Firenze, sembrano crollare improvvisamente sotto il peso di quella confessione. E non riesce a far combaciare l’immagine di Loretta, amante di un ufficiale nazista con quella della madre affettuosa, pacata e dedita al lavoro e alla famiglia, che lui ha sempre conosciuto.
Padre Saverio, il suo consigliere spirituale, gli suggerisce di fare delle ricerche: solo conoscendo la verità, potrà capire e riabilitare la madre nel suo cuore.
Con la testa e il cuore in tumulto, don Carlo inizierà un percorso di ricerca che lo condurrà nei luoghi della sua infanzia, catapultandolo all’indietro nel tempo – precisamente durante l’infausta occupazione tedesca – riportando così alla luce il variegato microcosmo di via di Palastreto dove la madre Loretta ha vissuto, costellato di personaggi indimenticabili, nel bene e nel male: la perfida Vally, i fratelli Spartaco e Elvezio, l’arcigna Clorinda, la misteriosa Uccellaia, l’astiosa Bruna e tantissimi altri, dallo spirito squisitamente toscano, con i quali la giovane Loretta ha spartito gioie e dolori.
La “strage del Collegino”, dove perirono ventitré bambini sotto i bombardamenti degli Alleati e la morte di padre Eligio Bortolotti, per mano dei tedeschi – realmente avvenuti in quel periodo storico – si intrecciano con la tumultuosa vita di Loretta: l’amore divampato con l’ufficiale nazista, lo sdegnoso rifiuto nei suoi confronti da parte di una comunità da sempre schierata con i partigiani, l’estremo e inatteso atto d’amore di Alvaro, il doveroso abbandono del figlio e lo strazio per il gesto disperato commesso.
Solo a costo di sofferenze indicibili, Loretta troverà di nuovo la serenità accanto a Nedo, il giovane assistente del famoso mago Bustelli, il quale gira l’Italia con i suoi spettacoli di illusionismo e di magia.
Durante questo incredibile viaggio a ritroso nel tempo, don Carlo avrà modo di

ripercorrere anche la sua vita tranquilla di bambino prima e di adolescente tormentato poi, pervaso da una vocazione sconosciuta che lo farà approdare al Seminario di Firenze, diventare uno dei seminaristi più brillanti e infine un sacerdote richiesto e conteso per importanti convegni e conferenze religiose.

Lentamente don Carlo riesce a capire che il suo isolarsi tra studi metodici e riti stereotipati, l’ha reso quasi insensibile e impermeabile ai sentimenti di amore e di pietà, dei quali dovrebbe essere invece paladino e, comincia ad affezionarsi alla Loretta appena scoperta, una donna che ha amato incondizionatamente e che, proprio per questo, non può essere condannata.

L’amore, infatti, annulla la colpa e rende innocenti, sempre.
Riannodando il passato con il presente, la trasformazione di don Carlo non tarderà ad arrivare, inducendolo a prendere un’azzardata decisione: questa storia, costellata da vicissitudini, emozioni, personaggi ora nobili, ora abietti, ora coraggiosi, ora spregevoli, deve essere raccontata altrimenti Loretta, insieme a tutto il microcosmo di via di Palastreto, sarà come se non fosse mai esistita.
Un ultimo dubbio lo assale. Lui è un uomo di chiesa, sa scrivere solo articoli per giornali religiosi e trattati filosofici, non è in grado di narrare una storia.
Ma l’amore, la compassione e la comprensione hanno la meglio.
Le sue dita sfiorano la tastiera del computer, premono timidamente un tasto, poi un altro. Inevitabilmente, tutto il resto verrà da sé.

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Date:
Titolo:
TUTTO IL RESTO VIEN DA SÉ
Autrice:
Antonella Zucchini
Editore:
Ciesse Edizioni
QUINTO PREMIO:
Premio speciale della giuria popolare

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