LA MEMORIA DI ELIANA

LA MEMORIA DI ELIANA

Eliana Maestrelli è una donna ricca e forte, dal carattere duro e scontroso, mal sopportata persino dai suoi due figli coi quali, dopo la morte del marito, gestisce l’atelier di famiglia, imponendo su tutti la sua personalità. Tutto cambia quando Eliana decide improvvisamente di ritirarsi dall’azienda, omettendo orgogliosamente di dare spiegazioni. Il fatto è che la sua mente comincia a giocarle brutti scherzi: confonde il presente coi ricordi del passato e inizia a vedere una persona che sa essere morta da anni. Si affida alle cure di un giovane psichiatra a cui racconta la sua storia: è la storia di una ragazza di umili origini, che negli anni ‘70 da Firenze si trasferisce in provincia per sposare Augusto Gherardi, ricco imprenditore tessile. Sola e trascurata, si innamora del giovane segretario del marito, Francesco Malinverni, per poi scoprire di essere stata usata per mettere in atto un complotto ai danni di Augusto. Decide così di confessare tutto, pur di mandare Malinverni in galera, dove si suiciderà giurandole vendetta. Mentre in famiglia si sospetta che dietro la malattia della donna vi sia lo zampino di chi le sta intorno per mettere le mani sull’eredità, Eliana continua a essere tormentata da un redivivo Malinverni, tornato per compiere la sua vendetta, mentre la sua mente non riesce più a distinguere tra presente e passato. Solo alla fine si scoprirà chi sta tramando ai danni di Eliana, approfittando della fragilità derivante dalla sua patologia.

 


INTERVISTA ILARIO GIANNINI

  1. Tramite passaparola da parte di altri amici autori che già lo conoscevano. Avevano letto dei miei romanzi e mi avevano detto che erano scritti in modo tale da sembrare “un film su carta”, perciò mi consigliarono di provare a candidarmi a “Una storia per il cinema”. Così, visto che sono uno a cui piace sperimentare e mettersi alla prova con sfide sempre nuove, vi ho cercati su internet, ho visitato la pagina web del concorso e mi sono detto: “Perché no? Proviamoci!”
  2. Come penso che accada per molti autori, penso che l’ispirazione venga (magari inconsapevolmente o senza rendersene conto subito) dalle nostre esperienze quotidiane, da un fatto che ci è capitato o ci ha colpito, da una persona che ha incrociato il nostro cammino lasciandoci qualcosa dentro. L’idea di questo romanzo si è formata a partire dalla protagonista della storia. A me succede spesso così: accade che mi si affacciano alla mente dei personaggi, che si impongono già con un loro carattere ben preciso… E’ come se volessero per forza raccontarmi la loro storia: mi tormentano, mi affascinano, finché non riescono a convincermi che valga la pena raccontare di loro. Ed Eliana ci ha messo pochissimo a convincermi! Il personaggio di Eliana mi si è stagliato nella mente in modo preciso e definito sin dall’inizio: è una donna che va per i settanta, dal carattere difficile e spigoloso, scostante e intrattabile, che non riesce a dimostrare affetto nemmeno ai propri figli, tutta dedita al suo lavoro, a gestire il suo atelier di moda. E’ una donna ricca, di successo, ammirata e invidiata da tutti, con la quale è difficile relazionarsi. Ma è una donna che si trova improvvisamente a dover fare i conti con una malattia degenerativa e subdola che la colpisce e comincia a sottrarle uno dei beni più preziosi per ogni persona: la gestione della memoria. Eliana si troverà in situazioni sempre più confuse, sempre più angoscianti, le capiterà sempre più spesso di varcare una porta di casa e non riuscire a capire “dove” si trova e “quando” si trova, come se ogni spostamento, ogni soffio di vento potesse scompigliare l’ordine dei suoi ricordi, come fossero coriandoli sparsi sul pavimento. Ed Eliana con il suo carattere spigoloso e orgoglioso, non vorrà chiedere aiuto ai figli, cercherà come sempre di aiutarsi da sé: inventerà degli stratagemmi, delle “ancore” alle quali aggrapparsi per non perdersi nei labirinti della sua memoria. Racconterà la sua storia a un giovane psichiatra e si scoprirà che la sua durezza non è altro che un’armatura che lei si è costruita addosso nel tempo, per difesa, per reazione a una vita che ha dovuto affrontare di petto, lottando, senza sentirsi mai abbastanza. Intanto però dovrà fare i conti coi fantasmi che tornano da un passato lontano, da gravi fatti cronaca in cui era rimasta coinvolta da ragazza e, in tutto ciò, la sua malattia la farà sprofondare sempre più nell’angoscia di non capire se è la sua mente che gli sta giocando dei brutti scherzi o se invece c’è qualcuno che cerca di approfittare del suo stato per raggiungere i suoi scopi.
  3. Il romanzo è ambientato ai giorni nostri nella mia città: a Empoli. Eliana proviene da Firenze, da una famiglia umile, che da ragazza si trasferisce dalla grande città a Empoli, in provincia, per sposare un ricco imprenditore tessile. Non sarà facile per lei farsi accettare nel nuovo ambiente e adeguarsi al modo di vivere della provincia degli anni settanta. Nel corso del romanzo Eliana ci racconta la sua storia, ricordando e a volte “rivivendo” degli episodi di quando era una ragazza e poi una giovane sposa. Ma la vicenda del giallo vero e proprio, si svolge ai tempi nostri a Empoli, in luoghi che quindi fanno parte del mio quotidiano e che conosco molto bene, cosa che contribuisce a rendere questa storia molto concreta e realistica.
  4. C’è abbastanza, come mi succede spesso in tutte le storie che scrivo. Non è solo l’ambientazione che mi avvicina molto alla storia. Man mano che la scrivevo mi rendevo conto che c’è un po’ di me nel carattere di Eliana: nel suo anticonformismo, nella sua voglia di mettersi alla prova, nel suo amore per le sfide, nel suo nascondere ferite e debolezze sotto una corazza per proteggere se stessa e la sua famiglia e soprattutto nel suo sentirsi sempre “inadeguata” nonostante tutto, perché Eliana viene da una famiglia di umili origini, da genitori che l’hanno cresciuta smorzando le sue ambizioni, sottovalutano le sue capacità, forse per preservarla da gravi delusioni, ma di fatto non smettendo mai di farla sentire “non abbastanza” per poter aspirare a qualcosa di meglio nella vita. E’ una storia di grande riscatto, per una donna che, con grande fatica e sacrificio, pagando tutte le sue scelte sulla sua pelle, vuole farsi artefice del proprio destino, vuole cambiare, vuole fare le proprie scelte.
  5. Perché nonostante sia un giallo, un thriller, una storia di fantasia piena di mistero, tensione e colpi di scena che tiene il lettore sulle spine fino all’ultima pagina; nonostante ciò, dicevo, i personaggi e l’ambientazione sono molto concreti e molto reali. La storia di Eliana e della sua famiglia, seppur romanzata, è una storia ci si può rispecchiare o confrontarsi un po’ tutti: le situazioni familiari dei protagonisti della storia, i meccanismi psicologici e di interazione i vari personaggi, sono molto “reali”, sono ben calati nelle emozioni e difficoltà del vivere quotidiano di tutti noi. Così come è abbastanza comune la patologia che colpisce Eliana: una malattia che la colpisce nel momento meno opportuno e contro la quale tuttavia Eliana cerca di lottare di fare resistenza come ha sempre fatto con tutto nella sua vita. Una malattia con la quale, presto o tardi, devono confrontarsi tante famiglie e che contribuisce ad avvicinarci emotivamente a quella donna che all’inizio ci appare cosi antipatica e scostante. E’ un romanzo in cui c’è un bell’intreccio, equilibrato ed intenso, tra la storia “gialla” o “thriller” (densa di mistero, di suspance e di colpi di scena) e la storia più intimamente coinvolgente e toccante, che ci racconta la vita di una “donna vera” (un personaggio forte, potente, nel bene e nel male, che è il fulcro attorno al quale ruota la sua intera famiglia); una vita che è stata molto intensa e che suscita emozioni profonde e contrastanti, che si rivela molto diversa da come appare e chi ci fa anche un po’ pensare.
  6. Sì, qualche riconoscimento lo ha avuto. “La memoria di Eliana” ha ottenuto il Secondo Posto al Premio “Giallo Trasimeno 2023”, ha ricevuto la Menzione di Merito al Premio “I fiori sull’acqua” di Imola X° Edizione 2023 ed è stato finalista al “Premio Letterario Nazionale Caffè delle Arti 2023”.
  7. Ah, io ne ho sempre tanti di progetti per il futuro! A breve dovrebbe uscire il mio quarto romanzo e sto lavorando per pubblicare una raccolta di racconti il cui titolo è “Storie di straordinaria follia” e che già ha ricevuto molti prestigiosi riconoscimenti. Si tratta di una raccolta organica di racconti indipendenti e autonomi l’uno dall’altro, ma che sono uniti da un unico filo conduttore: sono le storie narrate dalla viva voce dei pazienti che si alternano sulla poltroncina di un giovane psichiatra fiorentino nell’arco di una lunga e difficile giornata di lavoro. Da un paio di questi racconti ho tratto anche un monologo teatrale e una sceneggiatura per cortometraggio (che ha vinto il primo premio come migliore sceneggiatura all’Abruzzo Horror Fest 2023 e il secondo posto al Premio “Luce dell’Arte 2024”). Non mi dispiacerebbe quindi se, oltre alla pubblicazione della raccolta di racconti, vedessero la luce anche le rispettive trasposizioni teatrali e la produzione del cortometraggio. Se poi da “La memoria di Eliana”, grazie a voi, ne venisse realizzato un film… Beh, sarei la persona più felice del mondo!
  8. Voglio solo ringraziarvi di questa preziosa opportunità che mi avete dato per far conoscere le mie storie, ovviamente ringrazio e saluto tutti coloro che hanno avuto la bontà di seguire questa nostra chiacchierata e, infine, voglio fare i miei complimenti a tutti i finalisti del concorso; in bocca al lupo a tutti.
Date:
Titolo:
LA MEMORIA DI ELIANA
Autore:
Ilario Giannini

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